Gli USA decapitano uno Stato fallito aprendo uno spiraglio di libertà per milioni di venezuelani
(05.01.2026)
Mentre molti osservatori, politici e persone comuni esprimono indignazione per l’attacco delle forze speciali Usa e l’arresto ed estrazione di Nicolas Maduro e della moglie Cilia Flores, si riaccende la speranza di una opportunità di cambiamento per il popolo venezuelano vittima di anni di dittatura socialista. Il disappunto per l’intervento militare ordinato da Trump contro Caracas è comprensibile e anche legittimo proprio perché viviamo ancora in un contesto democratico dove tutti possono manifestare le proprie opinioni. Si tratta di una condizione basilare di libertà che da anni viene brutalmente negata proprio ai cittadini venezuelani. A chiunque abbia seguito con attenzione lo sviluppo del socialismo caraibico non può essere sfuggito come questo si sia da sempre contraddistinto da una leadership illiberale e populista che non si è risparmiata nel censurare le voci critiche nei confronti del potere. Oggi si grida alla violazione del diritto internazionale, alla prevaricazione di una potenza ai danni della sovranità di uno Stato membro della comunità internazionale e non si può certamente negare che tecnicamente siamo di fronte ad una azione fuori dalle regole del diritto internazionali. Ovviamente gli Usa hanno agito privi della necessaria legittimità giuridica. Purtroppo, per chi non lo sapesse, la prima lezione di diritto internazionale insegna che il sistema, in ultima istanza, si regge sui rapporti di forza e che, anche se non si dovrebbe mai rinunciare alla moderazione, alla diplomazia e alla risoluzione delle controversie attraverso la vie pacifiche mi sembra quantomeno lecito oggi chiedersi: quali sono state le soluzioni che il multilateralismo e le organizzazioni internazionali hanno offerto al dramma vissuto per più di due decenni dal popolo venezuelano? Se è vero che i principali soggetti del diritto internazionale sono gli Stati con i loro spazi di sovranità, mi sembra elementare che anche le persone sono titolari di diritti, i c.d. i diritti umani, e che questi siano oggetto di sistematica violazione proprio in Venezuela è una questione pacifica. Non vi sembra raccapricciante che la sciagura socialista abbia perpetrato feroci persecuzioni, anni di repressione e di torture? E cosa dobbiamo pensare delle migliaia di uccisioni ed incarcerazioni per motivi politici, le espropriazioni, le politiche economiche dissennate, l’iperinflazione, la diffusione della povertà, la corruzione, il malaffare, il narcotraffico, l’indottrinamento, la diffusione dell’odio e del risentimento sociale, la cessione di parte della sovranità territoriale ad organizzazioni terroristiche e criminali, l’umiliazione dei cittadini costretti a fare la tessera del partito di governo per avere una busta di cibo avariato in un contesto di carenza di farmaci, alimenti e beni di prima necessità. Non vi sembra grave e intollerabile tutto ciò e non è forse lecito chiedersi cosa deve ancora succedere e quanto ancora i venezuelani devono aspettare affinché sia riconosciuta unanimemente l’urgenza di porre fine a questo strazio? Non è sufficiente che negli ultimi ventisei anni in Venezuela sia stata distrutta qualsiasi forma di pluralismo e di istituzioni democratiche che le elezioni siano state oggetto ripetutamente di imbrogli, che le infrastrutture siano cadute in rovina e che un Paese con ingenti riserve di petrolio e di numerosissime risorse naturali viva il paradosso della scarsità mentre una cerchia di corrotti si sia arricchita a scapito di milioni di persone costrette a vivere nella miseria o ad abbandonare la propria terra in cerca di una vita migliore. Non è minimamente sufficiente qualche pagina per descrivere quanto sia stato catastrofico e fallimentare il socialismo castro comunista per il Venezuela ed è oggettivamente difficile immaginare un futuro libero e democratico in una società militarizzata dove la sfera pubblica è stata anestetizzata e violentata ripetutamente da una spietata repressione. Trump ha dichiarato apertamente che è interessato alle risorse del Venezuela ed è innegabile che gli Stati Uniti intendono esercitare una influenza dominante su quello che considerano il giardino di casa. La cosa non sorprende chi ha una visione realista delle relazioni internazionali dove le potenze si muovono per realizzare i propri obiettivi ed interessi strategici e non certo per fare beneficenza. Andiamo sempre più verso un mondo multipolare e molto probabilmente gli altri attori approfitteranno della linea interventista americana America Latina per rafforzare le loro pretese nei loro quadranti di competenza. Non stiamo andando verso il multilateralismo e la cosa è preoccupante. La buona notizia per i venezuelani e che peggio di come è andata fin qui è davvero difficile se non addirittura impossibile. Inoltre, l’influenza degli Stati Uniti potrebbe portare come gradito effetto collaterale una ondata di libertà e democrazia. Purtroppo, in questo momento le forme del diritto difettano e si è pervenuti all'uso della forza, uno strumento che ci permette di intravedere in prospettiva dei risultati utili sul fronte della giustizia e della libertà per milioni di persone, è per questo motivo che bisogna mettere molti elementi sul piatto della bilancia per valutare quanto di recente è accaduto a Caracas tenendo in considerazione e facendo uno sforzo per comprendere la sofferenza della gran maggioranza dei venezuelani. Il futuro è assai incerto ma ora c'è un minimo di speranza.

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