Nuovo ingresso nel settore ferroviario dell’Alta Velocità: una maggiore concorrenza è possibile a tutto vantaggio del sistema
(06.04.2026)
Dopo circa un anno dal suo avvio, lo scorso 3 marzo si è concluso un procedimento dagli esiti particolarmente significativi per chi viaggia sui binari dell’Alta Velocità (AV) nelle linee Torino/Milano/Roma/Napoli e Torino/Milano/Venezia. Il caso era stato aperto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dal momento che si ipotizzava una violazione delle regole della concorrenza (per abuso di posizione dominante) da parte di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), società per azioni che gestisce l’infrastruttura ferroviaria in regime di monopolio legale e su cui grava il delicato compito di garantire la sicurezza ed il miglior utilizzo dei binari.
Oggetto di attenzione dell’Antitrust è stato un comportamento ostruzionistico e a tratti opaco di RFI a fronte di una richiesta formale di assegnazione di spazi sulla rete ferroviaria da parte di SNCF Voyages Italia Srl., filiale italiana della società di diritto francese SNCF e storico operatore d’oltralpe che, interessato ad entrare nel mercato italiano, ha sofferto una vera e propria discriminazione.
Attualmente, il mercato del trasporto passeggeri Alta Velocità è servito da Trenitalia, con una quota di mercato di circa 65% e NTV che si attesta sul restante 35%. Anche se è in corso l’iter legislativo europeo per la modifica del quadro normativo, la materia dell’accesso all’infrastruttura ferroviaria è ad oggi disciplinata dalla Direttiva 2012/34/UE, recepita nel nostro ordinamento con Decreto Legislativo n. 112/2015 il quale sancisce un principio fondamentale: alle imprese ferroviarie deve essere concesso, a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie, il diritto di accesso all’infrastruttura ferroviaria europea per il regolare esercizio dei servizi di trasporto.
In pratica, l’assegnazione degli spazi infrastrutturali è abbastanza complessa e richiede una attenta valutazione da parte di RFI che, in collaborazione con gli operatori ferroviari e con l’apporto dell’Autorità Regolazione Trasporti (ART), definisce in via preventiva e annualmente i criteri e le procedure per la ripartizione delle tracce ferroviarie, ossia degli atti di autorizzazione e pianificazione oraria necessaria a far viaggiare i convogli su una specifica tratta della rete in uno specifico periodo di tempo.
Lo strumento che garantisce tale pianificazione in base alle esigenze dei singoli operatori ferroviari e l’Accordo Quadro (AQ). Per poter stipulare in modo corretto tali accordi RFI deve tenere in considerazione una serie di aspetti che vanno dall’utilizzo efficiente della capacità disponibile alle esigenze dei soggetti interessati (in primis imprese e passeggeri), passando per le esigenze di sviluppo della rete, il tutto nel rispetto delle regole sulla concorrenza applicabili alle imprese con particolare riferimento agli articoli 101, 102 e 106 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).
Da quanto appena delineato deriva che il gestore dell’infrastruttura, in presenza di una pluralità di operatori, deve armonizzare le richieste di utilizzo della rete ferroviaria e cioè, comporre secondo un principio di impiego ottimale degli spazi (che ovviamente sono limitati) al fine di conciliare le richieste confliggenti tenendo conto delle esigenze commerciali degli operatori e di come questi abbiano utilizzato gli spazi concessi in precedenza.
Attraverso il complesso procedimento esperito dall’AGCM, questa ha avuto modo di rilevare le posizioni delle parti coinvolte e risolvere le criticità emerse sul versante della concorrenza mediante l’individuazione di alcune soluzioni allocative vincolanti in vario modo articolate e che combinano misure immediate, transitorie e strutturali che rendono sostenibile l’ingresso del nuovo operatore (SNCF Voyages Italia Srl) nel mercato schiudendo una prospettiva di maggiore competizione nel mercato del trasporto ferroviario passeggeri ad Alta Velocità (AV) a tutto vantaggio degli utenti e del sistema ferroviario nel suo complesso.
Questo nuovo sviluppo ed i nuovi impegni presi da RFI consentono di rimuovere possibili pregiudizi al commercio tra gli Stati europei garantendo condizioni di accesso all’infrastruttura trasparenti e non discriminatorie eliminando gli ostacoli all’ingresso di nuovi operatori e sciogliendo i dubbi e le preoccupazioni sul fronte della concorrenza che hanno generato l’intervento dell’Antitrust.
Per approfondire:
Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, L’istruttoria, avviata a marzo 2025 per presunto abuso di posizione dominante, ha riguardato le modalità di assegnazione della capacità sulla rete AV da parte di RFI

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